Il setpoint è in pratica una misura della forza applicata dalla punta sul campione. In modo a contatto, è una precisa deflessione del cantilever. Questa deflessione viene mantenuta dall'elettronica di feedback, che mantiene costante la forza tra la punta e il campione. Nella tecnica a semicontatto (tapping), è una certa ampiezza (ampiezza di oscillazione del cantilever), che controlla la forza con cui la punta tocca il campione. di nuovo, l'ampiezza scelta viene mantenuta dal circuito di feedback.

Il setpoint viene espresso in modo diverso nei vari strumenti. Per questo è importante che leggiate il manuale del vostro strumento per capire come funziona nel vostro caso. Per alcuni strumenti, un piccolo setpoint significa una grande forza applicata al campione, mentre per altri è il contrario. Questa apparente contraddizione può anche cambiare da una tecnica all'altra nello stesso strumento.

Applicare una grande forza al campione spesso significa ottenere immagini migliori, ma significa anche usurare maggiormente la punta e il campione, accorciando la vita della punta e riducendo le probabilità di ottenere un'intera scansione del campione senza che la punta si rompa o si contamini. In generale, quindi, dovreste iniziare con un valore prudente di setpoint (cioè con la punta che tocca appena il campione) e regolarlo lentamente fino a quando l'immagine non smette di migliorarsi e fermarsi a quel punto.

Il miglior setpoint può cambiare da punta a punta, da campione a campione; ricordatevi che non ci sono numeri d'oro per il setpoint. Se qualcuno vi dice che un certo valore è ideale prima di iniziare una scansione, dovreste prenderlo con molta critica e piuttosto ottimizzare il valore basandovi su ciò che vedete. Detto questo, leggete il manuale, e vi potrebbe dire quale sia il miglior valore iniziale da usare con il vostro sistema.